Sant'Elia Fiumerapido

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Referente

 
Benedetto Di Mambro

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SANT’ELIA FIUMERAPIDO


IL TRATTURO DEL PELLEGRINO


Collina di Casalucense (m. 198) a circa tre chilometri a nord di Sant’Elia Fiumerapido.
Raggiungibile in auto, da Sant’Elia, attraverso Via Strette Camere, Via Salaùca e salita a destra per Casalucense fino al piazzale antistante il Santuario della Madonna delle Indulgenze. Già in auto e fino al piazzale, si percorre, ad andatura lenta, una stretta strada asfaltata, di grado medio facile con stretti tornanti, in un bosco verde e variegato. E’ percorribile anche a piedi e forse più suggestivo. Sul piazzale di arrivo si affaccia la chiesa della Madonna delle Indulgenze con annesso un convento di Frati Francescani.
Dalla sinistra della chiesa e parallelo al suo muro esterno, parte un sentiero che si inoltra in un ombreggiato bosco di querce, soprattutto lecci. Il sentiero è di grado medio facile e a larghi gradoni in pietra. È chiamato “Tratturo del pellegrino” in quanto percorso, in quel tratto e sin da tempi antichi, dal pellegrinaggio da Valleluce a Canneto. La sua lunghezza totale è di tre chilometri e mezzo percorribili in un paio in tre ore in salita per un dislivello mediano di oltre 400 metri. Non è accessibile a carrozzine né a diversamente abili.
Ad un quarto del cammino, si apre a destra un ampio prato dominato da una grande epigrafe latina del I sec. d.C. dedicata alle Ninfe Eterne.
Salendo ancora fra i sassi del  bosco, costeggiando il Torrente Prepoie, circa trecento metri più avanti, sulla sinistra si scorge fra gli alberi un grande masso con inciso, sull’ampio piano ben levigato,  un cerchio di oltre due metri di diametro. Il piano levigato è la cima di un perfetto cilindro in pietra, alto circa cinque metri, che affonda le basi nelle acque del torrente. Sembra che il monolito fosse un’ arcaica ara sacrificale sannita, risalente al IV o III secolo avanti Cristo, dedicata al dio Mamerte (il Marte dei Romani), con al centro il cerchio a significare la Luna, la Grande Madre Terra, e utilizzata per sacrifici di buoi in tempo di ver sacrum, la primavera sacra tempo di transumanze.
Il sentiero prosegue fino alla raccolta delle acque primaverili nello splendido scenario del pianoro di Pratolungo. Da qui prosegue, a sinistra fin sotto la località Pietrelunghe e poi, costeggiando, a destra, il pendìo della montagna si arriva a Valleluce percorrendo il tracciato dell’antico acquedotto romano del I sec. d.C. e da lì si scende, attraverso le Vigne, fino al punto di arrivo della chiesetta di Santa Maria Maggiore (XI secolo).

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